Luoghi del festival

Fondazione Bevilacqua La Masa – Galleria di San Marco

La Fondazione Bevilacqua La Masa nacque dal lascito testamentario della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa che lasciò alla città di Venezia il proprio Palazzo sul Canal Grande, Cà Pesaro, “a profitto specie dei giovani artisti ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre”. La prima sede dell'”Opera Bevilacqua La Masa” fu dunque Cà Pesaro, poi trasformata in Galleria Internazionale d’Arte Moderna. Ora la tradizionale sede delle esposizioni della Fondazione Bevilacqua La Masa è in piazza San Marco sotto i portici delle Procuratie Nuove. Lo spazio si sviluppa su sei sale disposte su due piani. Dopo la celebrazione nel 1999 del Centenario della Fondazione, sono state organizzate mostre dedicate a Jean Michel Basquiat, Louise Bourgeois, Joseph Beuys, Milton Glaser, Shirin Neshat, Frida Kahlo, Sonia Delaunay, Alex Katz, Grazia Toderi, Roni Horn, e al critico Giuseppe Marchiori, oltre a una ricognizione sulla pittura dei primi anni 2000. Ogni anno la Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa ospita uno degli appuntamenti istituzionali più significativi, la mostra Collettiva, che presenta i lavori, selezionati da una apposita commissione, dei giovani artisti del Triveneto.

FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA
SAN MARCO 71/c, 30124 VENEZIA
VAPORETTO : SAN MARCO
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 1 (45 MIN.)
LINEA 2 (35MIN.)
IN PIEDI (35 MIN.)


Chiesa dei Santi Apostoli

La leggenda, narrata dallo storico Flaminio Corner, racconta che venne eretta da san Magno, vescovo di Oderzo, che in estasi vide i dodici apostoli che gli ordinarono di costruire una chiesa a loro dedicata nel punto dove avesse trovato dodici gru. Questa è stata una zona di Venezia tra le prime a essere colonizzate e si ritiene che una chiesa esistesse già nel IX secolo, ma l’unico dato certo è che nel 1021 la chiesa subì una totale ricostruzione. Nel quattrocento l’architetto Mauro Codussi aggiunse alla struttura preesistente della chiesa un porticato sulla facciata laterale, la sacrestia, e la cappella della famiglia nobile Corner. Nel 1575 la chiesa venne ricostruita quasi completamente: vennero riutilizzati i muri portanti e salvati parte degli affreschi trecenteschi e la cappella Corner. Incaricato dell’opera fu Alessandro Vittoria.

Quando nel 1489 Caterina Corner, regina di Cipro, donò i suoi possedimenti alla Repubblica di Venezia portò con sé la salma di sant’Ametisto, santo cipriota e la fece tumulare nella chiesa, tanto cara ai suoi antenati. Lei stessa venne tumulata ai santi Apostoli, quando morì il 10 luglio 1510, per doja di stomaco. Nel 1575 però, quando la chiesa venne riedificata, anche il suo corpo venne spostato nella chiesa di San Salvador, dove tuttora si trova, malgrado la sua volontà fosse di riposare nella chiesa dei Santi Apostoli.

CHIESA DEI SANTI APOSTOLI
CANNAREGIO 4465, STRADA NUOVA
CAMPO SANTI APOSTOLI, 30121 VENEZIA
VAPORETTO : CA’ D’ORO
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 1 (12 MIN.)
IN PIEDI (18 MIN.)


The Glass Cathedral Santa Chiara Murano

Un pezzo bellissimo di storia è stato definitivamente riportato alla luce: l’ex Chiesa di Santa Chiara, ha aperto nuovamente i battenti al pubblico.Costruita a Murano nella prima metà del XIII secolo ha ospitato alternativamente francescani e benedettini, diventando così polo religioso e culturale di spessore.
Il passaggio delle truppe napoleoniche le causò diversi danni, divenne prima un deposito merci di vario genere per essere poi utilizzata dai mastri vetrai come laboratorio per la produzione di vasi, bottiglie e specchi. La discesa verso l’incuria cominciò nel ‘900, quando si svuotò degli artigiani venendo lentamente dimenticata.
Ora, grazie al duro lavoro di restauro, l’ex Chiesa è tornata all’antico splendore: un enorme spazio a due piani che stupisce i visitatori: sculture in vetro, specchi e lampadari in stile veneziano rendono l’ambiente, illuminato dalla luce del tramonto, molto suggestivo.
L’ex Chiesa di Santa Chiara Murano, offre ai visitatori un’esperienza di autentico vetro di Murano e di arti e cultura veneziane come non esiste altrove a Venezia. Qui potete vedere dimostrazioni dal vivo della lavorazione del vetro di Murano realizzate dai maestri di vetro contemporanei.

THE GLASS CATHEDRAL SANTA CHIARA
FONDAMENTA DANIELE MANIN 1, 30141 MURANO
VAPORETTO : MURANO COLONNA
DA PIAZZALE ROMA
LINEA 3 (22 MIN.)


Palazzo Marin

Ha la forma di un palazzo, ma il cuore di una casa. Parla attraverso l’arte, raccontando la storia di una città e delle genti che l’hanno vissuta. Offre un’opportunità, concedendosene a sua volta: essere il simbolo di un’eleganza ritrovata, ricercata e unica come quella di una gemma custodita con rispetto e poi restituita al mondo.
È Palazzo Marin, situato tra Santa Maria del Giglio e il Teatro della Fenice, appartenuto alla famiglia di cui oggi porta il nome e che ne curò il restauro settecentesco. Il restauro, iniziato nel 1760, arricchì i trecento metri quadrati della struttura grazie all’intervento artistico di Gaetano Zompini e Giovanni Scajaro, che ne realizzarono gli affreschi.
L’opera di Gaetano Zompini adorna il salone al piano nobile: sulle pareti sono raffigurate La fuga di Elena da Troia, Il ratto di Elena e, sul soffitto, Apollo e le Muse.
“Un pianoforte a coda, in questa sala, ribadisce la propensione all’arte, in armonia con quanto narrato dall’artista nella sua raffigurazione delle figlie di Zeus con la loro guida, Apollo.”
Fu Scajaro, invece, a dipingere l’incantevole affresco, La Virtù incorona il Merito, che impreziosisce, sempre al piano nobile, il soffitto della sala che si affaccia sul rio della Fenice. Nella stanza accanto, invece, si trova, sempre di Scajaro, un volo di putti nel plafond ovale.
I Marin e Isabella Teotochi
Lo stemma scolpito sul pozzo del cortile interno – un’onda azzurra su foglia d’argento – testimonia il passaggio del palazzo a questa famiglia e il contatto con coloro che, attorno a essa, gravitarono. Tra questi, vi fu la contessa Isabella Teotochi di Corfù che, all’età di sedici anni, sposò Carlo Antonio Marin. Letterata, colta, bellissima, portò avanti un salotto letterario frequentato, tra gli altri, da Ugo Foscolo e Ippolito Pindemonte.
Una vocazione alla cultura, quella di Isabella Teotochi, che ha certamente lasciato il segno a Palazzo Marin che, oggi, torna a essere scelto per lo scambio culturale in sintonia con i nostri tempi.

PALAZZO MARIN
SAN MARCO 2541, 30124 VENEZIA
VAPORETTO : SANTA MARIA DEL GIGLIO
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 1 (35 MIN.)
IN PIEDI (35 MIN.)


Chiesa di Santa Sofia

Voluta in questa posizione dalla famiglia nobile Gussoni e da Giorgio Tribuno nel 1020, aveva nella sua prima costruzione tre navate con absidi ottagonali. La chiesa fu molto amata dal musicista Benedetto Marcello che per essa compose vari dei suoi celebri Salmi. In questa chiesa egli volle che si svolgesse il suo funerale. L’interno è a pianta basilicale con la cupola posta all’innesto dei bracci ed ha mantenuto le tre navate, con arcate a tutto sesto della navata e del presbiterio. Ai lati dell’ingresso e dell’altar maggiore si trovano quattro statue marmoree della cerchia di Antonio Rizzo, risalente alla seconda metà del XV secolo.

CHIESA DI SANTA SOFIA
CANNAREGIO, STRADA NUOVA
CAMPO SANTA SOFIA, 30121 VENEZIA
VAPORETTO : CA’ D’ORO
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 1 (12 MIN.)
IN PIEDI (15 MIN.)


Sala Squadratori – Arsenale

Una splendida struttura, un elemento simbolo del potere marittimo della Repubblica Serenissima che la Marina Militare, con il supporto della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Venezia e Laguna, ha saputo riportare agli antichi splendori attraverso un’importante opera di recupero architettonico, restituendo alla città di Venezia un’opera unica nel suo genere, un edificio assolutamente singolare, con una storia altrettanto singolare e ricca di fascino.
Il sito dove esso si erge ospitava originariamente un primo edificio del ‘500, destinato al ricovero del legname scelto per la costruzione delle unità navali. In seguito fu costruito un lungo “tezon” (tettoia) in legno chiamato “gran fabbricato a le sieghe”, dove stavano ordinatamente accatastati i tronchi messi a stagionare, assieme alle tavole già segate a misura e pronte per l’utilizzo.
Ormai vetusto, il fabbricato fu completamente demolito e al suo posto iniziarono, nel 1750, i lavori per la realizzazione di un nuovo edificio in muratura, destinato allo stesso scopo, che fu detto “tezon dei squadradori”, completato nel 1778.
Prima della parziale demolizione, il fabbricato degli Squadratori costituiva la più imponente costruzione di tutto l’Arsenale: lungo 147m, largo 28, alto 16,80 alla gronda e 22 al colmo, esso consisteva in un unico, grandioso vano, limitato da tredici arcate, ritmate da finestre a occhio circolare. Al suo interno vi lavoravano gli squadratori, arsenalotti specializzati nello squadro delle tavole ottenute dai tronchi di rovere, acacia, abete, larice, faggio e noce utilizzati per la costruzione delle navi.
Dopo l’unione al Regno d’Italia nel 1866, l’Arsenale subì una profonda opera di riordino e potenziamento. Intorno al 1880, l’edificio degli Squadratori fu interessato da modifiche che ne alterarono profondamente l’aspetto e l’assetto originario: venne ridotta la lunghezza complessiva a 86,50 metri mediante l’abbattimento del fronte nord e di cinque arcate successive, modifiche sostanziali che, tuttavia, non ne diminuirono il fascino.
Seguì una modifica dello spazio interno, grazie alla realizzazione di un poderoso solaio formato da grandi tavole di larice e sostenuto all’interno da una doppia fila di pilastri cruciformi. Venne così ricavata, al primo piano, una grande sala da disegno di 85 per 26 metri con le finestre a lunetta a filo di pavimento.
Nel 2014 la Marina Militare ha avviato un importante e coraggioso progetto di recupero architettonico della struttura. Per garantire le condizioni di sicurezza, è stato necessario realizzare una serie di lavori e servizi propedeutici alla funzionalizzazione vera e propria dell’ambiente, il tutto con la priorità di conservare e tutelare un bene architettonico dall’inestimabile valore storico-artistico.
Al termine dell’intervento realizzato in tempi brevissimi, è stato possibile ospitare all’interno della Sala degli Squadratori, già in ottobre 2015, il 10° Simposio Regionale delle Marine del Mar Mediterraneo e del Mar Nero. Da allora, la struttura è stata utilizzata anche per la 11° edizione del Simposio (ottobre 2017) e per altri eventi a carattere istituzionale.
Un risultato eccezionale, ottenuto grazie al costante ed attivo impegno della Marina Militare nella salvaguardia e nella valorizzazione dell’Antico Arsenale di Venezia, in piena sinergia con la Città e con tutti gli attori istituzionali coinvolti. Un impegno che ha consentito di rendere nuovamente fruibile uno splendido spazio architettonico nel cuore della città storica.

SALA SQUADRATORI – ARSENALE
CASTELLO 2409, 30122 VENEZIA
VAPORETTO : ARSENALE
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 4.1 (25 MIN.) | LINEA 5.1  (25 MIN.)
LINEA 1 (40 MIN.)
IN PIEDI (35 MIN.)


Palazzo Ca’ Zanardi

Palazzo Ca’ Zanardi è una dimora storica del XVI secolo che nel corso dei secoli è stato ampliato da varie celebri famiglie veneziane ed è tra i palazzi più suggestivi e raffinati della città lagunare.Sontuoso e di particolare charme, è immerso nella più totale pace avendo contemporaneamente un delizioso giardino privato e una magnifica terrazza brulicante di colori e magia, luogo ideale per assaporare intimità e suggestione degni di un palazzo che rimanda agli antichi splendori della Repubblica della Serenissima.

PALAZZO CA’ ZANARDI
CALLE ZANARDI 4132
CANNAREGIO 30121 Venezia
VAPORETTO : CA’ D’ORO
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 1 (12 MIN.)
IN PIEDI (12 MIN.)


Fondazione Giorgio Cini

La Fondazione Giorgio Cini fu istituita da Vittorio Cini, in ricordo del figlio Giorgio, con lo scopo di restaurare l’Isola di San Giorgio Maggiore, gravemente degradata da quasi cento cinquant’anni di occupazione militare, di reinserirla nella vita di Venezia e di farne un centro internazionale di attività culturali.
“La Fondazione ha per scopo di promuovere il ripristino del complesso monumentale dell’isola di San Giorgio Maggiore e di favorire la costituzione e lo sviluppo nel territorio di essa di istituzioni educative, sociali, culturali ed artistiche, occorrendo in collaborazione con quelle cittadine già esistenti”. 
La rilevanza dell’impresa, una delle maggiori – come iniziativa privata – del XX secolo, è testimoniata, oltre che dall’investimento iniziale per il restauro, dalle manifestazioni promosse e ospitate e dal patrimonio, soprattutto artistico, che è conservato alla Fondazione sull’Isola e dal 1984 anche presso la Galleria di Palazzo Cini a San Vio.
La Fondazione oltre alle proprie attività di ricercamostre e convegni, spettacoli e concerti, accoglie congressiconvegni di qualificate organizzazioni scientifiche e culturali e ospita iniziative di assoluta importanza nel campo dei rapporti internazionali (in primis i due incontri dei G7 svoltisi nel 1980 e nel 1987).
La presenza dei maggiori intellettuali ed artisti, nonché di personalità della politica e dell’economia e il ricordo che ne serbano gli studiosi e gli ospiti che l’hanno frequentata sono un’ulteriore testimonianza del ruolo della Fondazione Giorgio Cini.

FONDAZIONE GIORGIO CINI
ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE, VENEZIA
VAPORETTO : SAN GIORGIO
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 2 (40 MIN.)


Chiesa di San Felice

L’edificio attuale, di bellissima linea rinascimentale, è una macchia rossa lungo l’ottocentesca strada nuova, ma anticamente si apriva in un luogo molto piú discreto, attorniato da piccole costruzioni tra i quali spiccava con la sua figura elegante.
La fondazione della chiesa si fa risalire al decimo secolo, per volontà della famiglia Gallina che là risiedeva. Una prima modifica si ha attorno alla metà del XIII secolo, ma nel 1531 fu completamente ricostruita seguendo le forme del rinascimento veneziano di Codussi, cambiandone anche l’orientamento. La pianta della chiesa è una variante del tipo a croce greca allungata con una cupola centrale, attorno, tra gli archi, si aprono le navate laterali. Quasi completamente spogliata nell’800 ora internamente è bianca, ornata da altari neoclassici di marmo greco. Alcune tele tra cui la pala dell’altare maggiore si sono salvate dalla spogliazione. L’opera piú nota è una piccola pala del Tintoretto raffigurante S.Demetrio.

CHIESA DI SAN FELICE
CANNAREGIO, STRADA NUOVA
CAMPO SAN FELICE, 30121 VENEZIA
VAPORETTO : CA’ D’ORO
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 1 (12 MIN.)
IN PIEDI (12 MIN.)


Chiesa della Pietà

La chiesa attuale è stata costruita fra il 1745 e il 1760, su progetto di Giorgio Massari (1687-1766). La facciata, però, rimase incompiuta fino all’inizio del XX secolo: fu, infatti, solo nel 1906 che si procedette ai lavori di completamento secondo i disegni del progetto originale, con l’unica variante dell’ornamento superiore (una croce in marmo al centro della sommità, invece di tre statue, una al centro e due ai lati).
L’edificio antecedente, andato distrutto a causa del deterioramento dovuto al tempo, sorgeva sul lato destro rispetto alla chiesa attuale.
La chiesa è così denominata perché è ubicata accanto all’antico orfanotrofio, situato in calle della Pietà, dove nel corso del XVIII secolo prestò la sua opera Antonio Vivaldi. Sull’esterno della chiesa è affissa una lapide del 1548, in cui si minacciano maledizioni e scomuniche, comminate da Dio stesso, contro coloro che abbandonavano i propri figli nel vicino orfanotrofio della Pietà, anche se avevano i mezzi per mantenerli.

CHIESA DELLA PIETA’
CASTELLO 30122 VENEZIA
VAPORETTO : SAN MARCO SAN ZACCARIA
DA PIAZZALE ROMA & DALLA FERROVIA
LINEA 4.1 (22 MIN.) | LINEA 5.1  (22 MIN.)
LINEA 1 (40 MIN.)
IN PIEDI (35 MIN.)